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L'autismo non ha un aspetto: riconoscere la neurodiversità
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L'autismo non ha un aspetto: riconoscere la neurodiversità

📅 10 Marzo 2026 alle 13:09 ⏱️ 4 min di lettura ✍️ Ilaria Pernigotti

L'autismo è uno spettro invisibile: 3 livelli diagnostici, strumenti di supporto (cordino girasoli, braccialetto medico) e frasi da evitare.

L'AUTISMO NON HA UN ASPETTO! Lo so che sembra quasi impossibile, ma in realtà, proprio perché definito SPETTRO AUTISTICO NON è possibile dire a colpo d'occhio se una persona sia autistica o meno. Specie se quella di fronte a te è una persona autonoma e verbale. CI SONO SÌ 3 LIVELLI DIAGNOSTICI, MA SONO LEGATI AL TIPO DI SUPPORTO di cui hanno bisogno le persone autistiche. 
  1. LIEVE 
  2. MODERATO 
  3. GRAVE 

Se l’autismo non ha un aspetto come faccio a capire se una persona è autistica o meno? 

Non lo puoi capire se non è lei a dirtelo, però ci sono degli oggetti che le persone possono indossare per quei momenti in cui potrebbero aver bisogno di aiuto, specie se si trovano in una situazione di non verbalità.

Il cordino verde coi girasoli della Hidden Disabilities Sunflower è uno strumento semplice che ti consente di comunicare volontariamente di avere una disabilità o una condizione che potrebbe non essere immediatamente evidente e di aver bisogno di aiuto, comprensione o di più tempo nei negozi, al lavoro, sui mezzi pubblici o negli spazi pubblici. È attivo dal 2016, ma l'Italia ancora non ha aderito ufficialmente a questa iniziativa. Al contrario in Brasile è diventato uno strumento ufficiale, con tanto di legge approvata e applicata in ogni luogo pubblico con, per esempio, casse e corsie dedicate nei supermercati.

Il braccialetto medico di segnalazione è un accessorio essenziale per molte persone con condizioni mediche particolari. Questo tipo di braccialetto è progettato per fornire informazioni cruciali in caso di emergenza. Il braccialetto è dotato di una targhetta che può contenere dettagli importanti come: allergie, patologie croniche, o farmaci salvavita. L'obiettivo principale è garantire che il personale medico possa accedere rapidamente a informazioni vitali, migliorando così le possibilità di ricevere cure appropriate e tempestive. Scegliere di indossare un braccialetto medico di segnalazione è una decisione proattiva per la propria sicurezza e salute. 

Quali sono le frasi che feriscono maggiormente le persone nello Spettro? 

Tutte quelle che negano la diagnosi o sminuiscono la persona:
  • “Ah, ma non sembri autistica”
  • “Ma allora siamo tutti un po’ autistici” 
  • “Ma tu parli non puoi essere autistica” 
  • “Adesso le diagnosi di autismo sono diventate una moda” 
  • “Ti lamenti di ogni cosa, sei proprio una lagna” 

Ci sono due parole molto belle in Maori che definiscono l’Autismo: per chi vede l’autismo da fuori Takiwatanga = nel suo tempo e nel suo spazio. Per chi è nello Spettro Kura Urupare = un dono/tesoro attorno alla testa. 

Tantissime persone che sono nello Spettro, hanno doti brillanti, poiché sono capaci di vedere le cose fuori dagli schemi, di cogliere pattern che gli altri non sempre individuano con uguale immediatezza, di focalizzarsi così tanto su un argomento da arrivare a eccellere. Si tratta del desiderio di apprezzarsi, della volontà di far valere il proprio diritto di esistere senza essere considerati sbagliati in quanto diversi. Le persone autistiche vogliono valorizzarsi, vogliono autodeterminarsi e chiedono a gran voce di essere ascoltate. 

Frasi come quelle pronunciate prima feriscono, minimizzano, banalizzano difficoltà quotidiane che la maggior parte delle persone non vivono nella quotidianità. Le persone autistiche possono avere una ipo o iper sensorialità legata ai 5 sensi, alla percezione del proprio corpo ed emozioni. Se una persona neurotipica ha una sensorialità, che per mero esempio esplicativo, va in una scala da 0 a +10 o da 0 a -10 la persona autistica ha una percezione da 0 a +100 o da 0 a -100. 

Ci sono persone autistiche alessitimiche, ovvero, non sanno riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri. Ciò può portare a incomprensioni nelle relazioni e a rendere difficoltosa la comunicazione, specialmente quella non verbale. Con le persone autistiche è consigliabile avere una comunicazione chiara, logica, senza lasciare frasi che si debbano intendere fra le righe. 

La persona autistica può avere difficoltà a cogliere il sarcasmo e i doppi sensi. Il cosiddetto “ridere di te” o “ridere con te”, se non esplicato, porta solo tanta confusione e la persona autistica potrebbe pensare di aver detto o fatto qualcosa di sbagliato. 

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Chi ha creato questo contenuto

Ilaria Pernigotti

Nata a Vicenza nel 1991, è scrittrice, regista e divulgatrice sull’autismo. Dopo l’accademia teatrale fonda nel 2011 l’associazione Una Montagna di Teatro. Nel 2016 avvia Promozione Belluno e provincia, con il patrocinio della Provincia e Fondazione Dolomiti UNESCO. Dal 2021 promuove “Conosciamo l’autismo. BASTA PREGIUDIZI!”. Autrice della dilogia sci-fi Le avventure di Lea.

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