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La Città Fatta Per Me · Formazione su misura

Autismo a scuola: formazione per insegnanti ed educatori

Conoscere l'autismo, mediare le relazioni, accompagnare la classe

Formazione per insegnanti ed educatori di infanzia e primaria: capire l'autismo, preparare la classe, accompagnare le relazioni tra compagni.

Scuole Educatori e insegnanti
Da voi o online
come preferite
4
ore, durata minima
Attestato
per chi partecipa
Richiedila

Ogni percorso si costruisce insieme a voi: durata, temi ed esempi vengono decisi in base a chi parteciperà e a quello che vi serve davvero.

A scuola l’inclusione si costruisce nei momenti più ordinari: una consegna che non viene compresa, un cambio di programma, il rumore della mensa, un lavoro di gruppo, una ricreazione in cui è difficile trovare il proprio posto. Situazioni diverse tra loro, che possono avere alla base bisogni legati alla comunicazione, alla sensorialità, alla prevedibilità, alla regolazione o alla relazione con gli altri.
Per accompagnare davvero un alunno autistico non basta conoscere una diagnosi o avere a disposizione una serie di strategie. Serve imparare a leggere ciò che accade, comprendere i diversi funzionamenti e riconoscere che uno stesso comportamento può avere significati molto diversi da persona a persona.
Il percorso parte da qui e mette insieme due prospettive complementari. Da una parte, quella delle persone autistiche, che permette di comprendere dall’interno temi come neurodiversità e spettro, comunicazione, socialità, routine, sensorialità, stimming, meltdown e shutdown, oltre al peso che parole, stereotipi e aspettative possono avere nella vita quotidiana. Dall’altra, lo sguardo professionale di chi lavora nei contesti educativi e traduce questa comprensione nella realtà della scuola.
Si lavora quindi su ciò che accade concretamente in classe: come distinguere un “capriccio” da un bisogno, come adattare una consegna o un’attività senza impoverirla, come organizzare spazi e momenti meno strutturati, come preparare il gruppo dei pari, come mediare le prime esperienze di relazione e come ridurre progressivamente questa mediazione perché la partecipazione e le relazioni possano diventare sempre più autonome.
Una parte importante del percorso riguarda proprio i compagni. L’inclusione non viene pensata soltanto intorno all’alunno autistico, ma come un lavoro che coinvolge il gruppo, gli insegnanti, gli educatori e il contesto. Si affrontano quindi modalità per accompagnare i pari, costruire esperienze condivise a partire dagli interessi e dalle possibilità del bambino e creare occasioni di incontro che non dipendano costantemente dalla presenza dell’adulto.
La formazione affronta anche il lavoro di rete: il ruolo degli insegnanti, dell’insegnante di sostegno, degli educatori, della famiglia e dei professionisti esterni, con attenzione a quali informazioni osservare, condividere e utilizzare per costruire continuità tra i diversi contesti.
Accanto alla comprensione teorica trovano spazio casi, esercitazioni e situazioni concrete, per allenarsi a osservare ciò che accade, formulare ipotesi, scegliere come intervenire e confrontarsi sulle difficoltà che possono emergere nella quotidianità scolastica.
Il percorso viene adattato al grado scolastico e a chi parteciperà: infanzia e primaria presentano esigenze differenti e cambiano quindi esempi, situazioni, strumenti e livello di approfondimento. Quattro ore permettono di affrontare l’intero percorso in forma essenziale; con otto ore, o più, è possibile approfondire maggiormente i singoli temi, lavorare sui casi e dedicare più spazio al confronto e alla parte pratica.

Aree e fasce d'età

Autismo Prescolare (3-6) Scolare (6-12)

Obiettivi

Mettere l'intero corpo docenti nella condizione di riconoscere il funzionamento che sta sotto un comportamento, e di costruire l'inclusione per passi graduali: formare i compagni, mediare le prime esperienze, ridurre progressivamente l'aiuto, fino a quando stare insieme non ha più bisogno di essere organizzato.

  • Spostare la lettura di un comportamento dal «capriccio» al bisogno che lo genera
  • Usare le parole giuste per parlare di autismo, e sapere quali hanno smesso di andare bene
  • Riconoscere che lo spettro non è una linea da lieve a grave, ma un insieme di dimensioni diverse
  • Distinguere meltdown, shutdown e stimming, e sapere come comportarsi
  • Preparare il gruppo dei pari con modalità esplicite, insegnando a osservare e a rispettare i tempi
  • Costruire esperienze mediate a partire dagli interessi del bambino, e ridurre gradualmente la mediazione
  • Organizzare spazi e momenti protetti dentro e fuori la classe senza isolare nessuno
  • Adattare la didattica senza semplificarla né togliere contenuto
  • Distinguere i ruoli tra scuola e professionisti della rete, e restituire alla famiglia
Il percorso

Programma

Le ore indicate sono la durata minima del percorso. I moduli qui sotto sono le aree su cui si può lavorare: quali e quanti entrano nel programma si decide insieme all'organizzazione, in base agli obiettivi della formazione.

Modulo 1: Comprendere: leggere ciò che accade prima di intervenire

Che cosa significa parlare di spettro? Si parte dalla neurodiversità per comprendere l’autismo nelle sue diverse dimensioni: comunicazione, socialità, sensorialità, prevedibilità e regolazione, e capire perché una diagnosi da sola non racconta il funzionamento di una persona. Parole e stereotipi fanno parte di questa comprensione: termini come “lieve” e “grave”, idee ancora diffuse sull’autismo e interpretazioni come quella del “capriccio” possono condizionare il modo in cui leggiamo ciò che accade a scuola.

Che cos'è la neurodiversità — Judy Singer · L'autismo dal punto di vista clinico · L'autismo dal punto di vista socio-culturale · Variabilità individuale · Parole da usare e termini da superare · Stereotipi e aspettative

Modulo 2: Comunicare: oltre le parole

Comunicare non significa soltanto parlare. Il modulo affronta i diversi modi in cui una persona autistica può esprimersi e comprendere gli altri, dalla comunicazione verbale a quella non verbale, fino all’utilizzo di strumenti di Comunicazione Aumentativa Alternativa. Si lavora anche su ciò che può accadere a scuola quando una consegna non viene compresa, una risposta non arriva o le parole assumono un significato diverso da quello atteso, per evitare di confondere una difficoltà comunicativa con una mancanza di attenzione, interesse o collaborazione.

Comunicazione verbale e non verbale · Comunicazione Aumentativa Alternativa · Tempi di elaborazione e risposta · Il diritto alla comunicazione

Modulo 3: La sensorialità atipica

Rumori, luci, odori, contatto fisico, movimento e affollamento possono essere percepiti con intensità molto diverse. L’aula, la mensa, i corridoi, la palestra o la ricreazione possono quindi presentare stimoli che facilitano oppure rendono più difficile la partecipazione. Il modulo aiuta a leggere l’ambiente dal punto di vista sensoriale e a capire dove è possibile intervenire per renderlo più sostenibile.

Ipersensibilità e iposensibilità · Strategie e strumenti di supporto · Rumori, luci, odori e affollamento · Aula, mensa, palestra e momenti meno strutturati · Spazi e possibilità di decompressione · Individuare e ridurre le fonti di sovraccarico

Modulo 4: Meltdown, shutdown e stimming

Un meltdown non è un capriccio, uno shutdown non è una scelta di non partecipare e lo stimming non è necessariamente un comportamento da interrompere. Il modulo aiuta a riconoscere queste manifestazioni, comprenderne la funzione e distinguere ciò che richiede un intervento da ciò che può essere rispettato e lasciato accadere. Si lavora sui segnali che possono precedere un momento di difficoltà, su cosa fare quando si verifica e su come accompagnare il recupero senza aggiungere ulteriori richieste.

Meltdown e shutdown · Stimming e autoregolazione · Segnali da riconoscere

Modulo 5: Routine, cambiamenti e prevedibilità

Sapere che cosa succederà, in quale ordine e per quanto tempo può rendere una situazione molto più comprensibile e sostenibile. A scuola, però, la giornata è fatta anche di cambi d’aula, sostituzioni, attività che finiscono prima, uscite, attese e programmi che cambiano. Il modulo approfondisce il valore della routine e della prevedibilità e mostra come preparare passaggi e cambiamenti senza trasformare la giornata in una sequenza rigida, costruendo riferimenti che aiutino l’alunno a orientarsi e ad affrontare anche ciò che non era previsto.

Routine e prevedibilità · Cambiamenti e imprevisti · Tempi di attesa · Supporti visivi e riferimenti temporali · Transizioni tra attività e ambienti

Modulo 6: Partire da interessi e caratteristiche individuali

Interessi intensi, ripetitività, ricerca della routine e attenzione ai dettagli vengono spesso osservati soprattutto quando creano una difficoltà. Possono però offrire informazioni preziose su ciò che coinvolge, rassicura o facilita l’apprendimento di un alunno. Il modulo aiuta a riconoscere queste caratteristiche e a capire quando e come utilizzarle come punto di partenza per favorire partecipazione, apprendimento e relazione, senza trasformare ogni interesse in un premio o in uno strumento per ottenere un comportamento.

Interessi intensi e assorbenti · Ripetitività · Routine come riferimento · Interessi come punto di accesso all’apprendimento e alla relazione · Valorizzare senza strumentalizzare

Modulo 7: Partecipare e apprendere

Adattare non significa necessariamente semplificare. Una difficoltà può dipendere dal modo in cui viene presentata una consegna, dai tempi richiesti, dalla quantità di informazioni, dall’ambiente o dalle modalità previste per svolgere un’attività. Il modulo lavora su come individuare ciò che ostacola la partecipazione e intervenire sul contesto, sulle consegne e sugli strumenti, mantenendo al centro le possibilità di apprendimento e l’autonomia dell’alunno.

Consegne e comprensione · Tempi e modalità di lavoro · Organizzazione delle attività · Interessi come punto di accesso · Partecipazione e autonomia

Modulo 8: Preparare il gruppo e costruire le relazioni

La presenza nella stessa classe non rende automaticamente compagni. Le relazioni possono aver bisogno di essere preparate e accompagnate, soprattutto quando modi di comunicare, tempi e interessi sono diversi. Il modulo affronta come preparare il gruppo dei pari e costruire le prime esperienze di relazione in un contesto protetto, partendo da interessi e attività condivise. La mediazione dell’adulto viene poi ridotta gradualmente, osservando quando la relazione può proseguire in modo più libero e spontaneo e trasferirsi anche ad altri momenti e contesti della giornata scolastica.

Esperienza libera · Preparare i pari · Osservare e rispettare i tempi · Il ruolo dell’adulto · Interessi e attività condivise · Compagni, non aiutanti · Ridurre gradualmente la mediazione · Dalla relazione mediata alla relazione spontanea · Esperienza libera · Generalizzare la relazione ad altri momenti e contesti

Modulo 9: Scuola, famiglia e rete

Ciò che accade a scuola è solo una parte dell’esperienza del bambino. Famiglia, insegnanti, educatori e professionisti possono osservare aspetti diversi e avere informazioni utili per comprenderne bisogni, risorse e difficoltà. Il modulo affronta come raccogliere e condividere le informazioni che servono, distinguere i ruoli e costruire continuità tra scuola, famiglia e professionisti, evitando sovrapposizioni e indicazioni che restano scollegate dalla quotidianità della classe.

Quali informazioni raccogliere · Osservare e documentare ciò che accade · Confronto con la famiglia · Conosco la rete? Neuropsichiatra, foniatra, TNPEE, educatore, psicologo · Cosa fa il professionista, cosa fa la scuola: il rispetto dei ruoli

Modulo 10: Dalla teoria alla classe

Comprendere un principio è diverso dal riconoscerlo quando una situazione si presenta davvero. La parte pratica permette di mettere insieme quanto affrontato durante il percorso e ragionare su situazioni che possono verificarsi nella quotidianità scolastica. Attraverso casi, esercitazioni e role play, i partecipanti si confrontano con diverse possibilità di intervento, osservano ciò che cambia modificando il contesto o la propria risposta e discutono insieme le scelte possibili. Nelle formazioni più lunghe è possibile dedicare spazio anche alle situazioni portate direttamente dai partecipanti.

Analisi di casi · Lettura della situazione e dei bisogni · Esercitazioni guidate · Situazioni portate dai partecipanti · Discussione e restituzione

Prima di scrivere

Domande frequenti

Quello che ci chiedono più spesso. Se manca qualcosa, scrivicelo: rispondiamo noi.

Quanto dura il corso?

Le durate sono un punto di partenza: quattro ore per una panoramica ampia, otto o più per scendere nel dettaglio. Il programma non è fisso — in base alle vostre necessità si scelgono i temi da approfondire e si costruiscono moduli su misura, sulle situazioni che gli insegnanti incontrano davvero nelle vostre classi.

È lo stesso corso per l'infanzia e per la primaria?

No. L'impianto è comune, ma esempi, casi e strumenti cambiano: la primaria ha una parte dedicata all'adattamento della didattica che all'infanzia non serve. Un istituto comprensivo può richiedere entrambe le versioni.

Si svolge online o nella nostra scuola?

Entrambe le cose: sceglie la scuola. In presenza le spese di trasferta sono a parte e vengono indicate nel preventivo.

Quanti insegnanti possono partecipare?

Il prezzo è riferito all'aula, non alla singola persona. Il numero massimo incluso viene concordato nel preventivo.

Quanto costa?

Il prezzo si definisce nel preventivo, in base alla durata scelta, alla sede e al numero di docenti. È riferito all'aula, non alla singola persona, e può rientrare nel piano di formazione dell'istituto.

Rilasciate un attestato?

Sì, un attestato di partecipazione per ciascun docente. L'attestazione delle ore ai fini degli obblighi di servizio e del piano di formazione resta in capo alla scuola, che inserisce il percorso nella propria programmazione.

È rivolto solo agli insegnanti di sostegno?

No, ed è un punto centrale del corso: l'inclusione non è un compito di una persona sola. Il percorso è pensato per l'intero corpo docenti, gli educatori e chi affianca la classe.

Chi tiene il corso?

I formatori sono selezionati da La Città Fatta Per Me: professionisti del settore e persone autistiche che portano l'esperienza diretta. I nomi di chi condurrà il vostro percorso vengono indicati nel preventivo, insieme al programma concordato.

Formazione su misura

Altri percorsi da costruire con voi

Ogni percorso nasce per un contesto preciso e si adatta a chi lo richiede: contenuti, durata e modalità si decidono insieme.

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Autismo e sport: formazione per società sportive

Formazione per società sportive, palestre e piscine: accogliere e allenare persone autistiche adattando spazi, tempi e attività.

Istruttori e tecnici sportivi

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Formazione in studio per tutta l'équipe: accogliere e curare persone autistiche senza forzature, con un protocollo applicabile da subito.

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Il cane come mediatore della comunicazione

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Professionisti (sanitari e psico-sociali) Centri, studi, cooperative e associazioni

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Un percorso aziendale su autismo e neurodivergenze che unisce competenza professionale ed esperienza vissuta per lavorare sulle situazioni concrete della vita organizzativa: comunicazione, riunioni, feedback, selezione, onboarding e ambienti di lavoro.

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Formazione sull'autismo e le neurodivergenze per associazioni e organizzazioni: parent training, incontri e percorsi costruiti intorno alle esigenze delle persone e delle famiglie che ne fanno parte.

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Costruiamolo insieme

Siamo a disposizione per un confronto: ascoltiamo le vostre esigenze e vi proponiamo un percorso costruito su di voi.

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Raccontateci il vostro contesto: vi rispondiamo con una proposta pensata per voi, completa di preventivo e senza impegno.

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